Modera e presenta la prof.ssa Patrizia Calefato - semiologa dell'Università di Bari Sarà presente l’autrice.
Sguardi che catturano, per sempre. Sono quelli delle opere d’arte. Rivelano o celano, seducono o spaventano, ma sempre ci rivelano qualcosa sulla nostra umanità.
Esistono tanti mezzi di comunicazione, ma nulla è più diretto di uno sguardo. Se poi è quello di un quadro, diventa un messaggio eterno. Così anche se son passati secoli ci troviamo, nelle sale di un museo, a restituire appunto “lo sguardo” a un’immortale sconosciuta, magari chiedendoci cosa ci voleva dire con il suo cipiglio.
Martina Corgnati analizza proprio i mistero racchiuso negli occhi nel saggio I quadri che ci guardano di Editrice Compositori pubblicato nella collana Quadrifogli.
L’autrice, critica d’arte e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, analizza la storia dello sguardo nell’arte. Parte da una domanda semplice, che forse molti visitatori di musei si sono posti, “Perché quel ritratto mi osserva per tutto il mio girovagare nella sala e invece quella Venere, per esempio, se ne sta beata con gli occhi chiusi?”.
Da questa domanda, Corgnati, in maniera agile e semplice, nonostante la complessità del tema che affronta storia dell’arte, semiotica, sociologia, porta il lettore in una viaggio che inizia dalle Icone cristiane, così rassicuranti con il loro sguardo “fisso in macchina”, diretto chiaramente all’osservatore, passando per Rinascimento e Barocco, fino ai pittori moderni e contemporanei, dove addirittura i volti a volte non hanno occhi.
Ovviamente, centro dell’analisi sono i ritratti. Un vero e proprio genere. L’autrice analizza la vera e propria rivoluzione di Antonello da Messina con i suoi vis-à-vis con lo spettatore e la sua Annunciata di Palermo del 1476, quando l’icona diventa donna, e lo sguardo non è più diretto ma diretto alla realtà. Poi l’analisi passa ai fiamminghi e alla Venere del Botticelli “che guarda per essere guardata” come le modelle dei giorni nostri. Impossibile non citare Ginevra Benci di Leonardo da Vinci, la prima donna con un nome e cognome che “guarda in camera”, severa o solo curiosa. Tiziano, Giorgione, Durer, Lorenzo Lotto, gli occhi che dipinsero per far sentire il mondo osservato, o meno, vengono indagati.
Un capitolo a parte viene dedicato agli “autoritratti”, altro genere della storia dell’arte. Dove “il pittore si sdoppi”, diventa soggetto e oggetto della creazione. E decide in che occhi specchiare la sua anima. O divini, dando una figura quasi ieratica, idealizzata di sé, o umana, rappresentandosi nella sua quotidianità.
Lasciato il Rinascimento, Corgnati arriva al Seicento, con Velasquez, Veermer, e molti altri. Il quadro diventa un palcoscenico, gli sguardi un modo per attrarre lo spettatore dentro le quinte di un altro mondo di luci e colori.
Un capitolo a parte lo merita “lo sguardo di eros”, ovvero lo sguardo che ammalia. “Cosa parliamo quando parliamo d’amore?”. Di bellezza, di seduzione. Corgnati rivela un fatto interessante. Uno dei volti dall’espressione più appassionata e appassionante aveva occhi chiusi. È la Venere di Dresda di Giorgione.
Il saggio accenna anche ai linguaggi moderni di cinema, televisione e fotografia. Il mondo dell’immagine contemporaneo che, per paradosso, pur essendo proliferate si è anche standardizzato, riducendo la gamma di espressioni possibili ma rivolgendosi a un unico pubblico: quello dei consumatori. E allora lo studioso deve cercare tra le pieghe di questo mondo così poco variegato e cercare gli sguardi imprevisti, attimi di verità colti da un
soggetto inconsapevole.
Martina Corgnati, studiosa, critica d'arte e docente di Storia dell'arte contemporanea all'accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Ha pubblicato una decina di libri, frutto delle sue ricerche e realizzato centinaia di progetti espositivi in Italia, Europa e nell'area mediterranea. Per la collana Quadrifogli ha pubblicato nel 2009 L'opera replicante. La strategia dei simulacri dell'arte contemporanea. Nella quarta di copertina de I quadri ci guardano è ritratta, e non fissa l’obiettivo.
venerdì ۲۰ gennaio, ore 18.00
CAFFE’ D’ARTE DOLCEAMARO
Via San Francesco D'Assisi, 9-11
70122 BARI
I quadri che ci guardano, Editrice Compositori, Collana Quadrifogli, pp. 208, brossura, formato cm 15x21, euro
15,00_ISBN:978-88-7794-736-9
Ufficio Stampa Editrice Compositori
Omnia Relations tel./fax. +39 051 5873602 – ٥۸۷۰۸۱۸
Chiara Caliceti, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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