Patrizio Oca

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Patrizio Oca è nato a Bologna nel 1964, dove vive, lavora e svolge la sua attività artistica. Pittore autodidatta, sin da giovanissimo il suo temperamento poetico aveva già trovato modo di esprimersi in altri campi dell’arte come la musica. La pittura ed il pianoforte da sempre sono protagoniste indiscusse della sua vita. Dimostra sin da bambino la passione per il disegno e la pittura e da adolescente esegue le prime copie ad olio di artisti famosi. Studia privatamente pianoforte e fa parte del centro di arte e cultura del maestro Aurelio Barbalonga, che gli trasmette la passione per la pittura estemporanea.

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Successivamente frequenta lo studio degli artisti Eugenio Amadori e Gaetano Pancaldi. Inizia il suo viaggio nell’arte partecipando a numerosi concorsi nazionali di pittura, ottenendo un continuo e crescente consenso della critica e numerosi ed importanti premi. Ha tenuto inoltre varie mostre personali, collettive e partecipato a rassegne d’arte.

Patrizio Oca, a cura di Catia Monacelli

Direttore Museo Civico Rocca Flea, Curatore d’arte contemporanea

Colori vivaci, superbe geometrie ed utilizzo sapiente delle proporzioni e dei volumi sono il segreto dell’intensa attività artistica di Patrizio Oca. Le case, i borghi e gli agglomerati urbani prendono forma dall’intreccio tra la realtà e la vivida fantasia del suo creatore. Ed è così che le linee verticali e nette di un edificio si flettono all’improvviso fino ad incurvarsi, rettangoli e triangoli di colore ne dettano la scomposizione e ri-costruiscono il nuovo paesaggio urbano, introducendo l’osservatore in una vivida atmosfera di sogno. Gli spazi si dilatano a dismisura e diventa possibile scorgere al di là di questa vertigine, dietro l’orizzonte, le dolci colline e le macchie di verde.

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La natura è per Patrizio Oca da sempre fonte d’ispirazione. I paesaggi rappresentano per l’artista un laboratorio di sperimentazione, una palestra dell’anima e un luogo di osservazione privilegiato: lo studio del colore, l’atmosfera nelle varie ore del giorno, la prospettiva aerea, diventano protagonisti dei suoi quadri. Con grande disinvoltura l’artista racconta le colline, i paesaggi, gli inverni, come ad esempio il ciclo delle “nevicate”, passando dalla narrazione figurativa a quella informale, dove il colore intenso e pochi segni definiscono le ambientazioni.

Patrizio Oca è un bravo pianista e a questo già stimolante universo creativo, raccontato attraverso il suo pennello, unisce l’altra grande passione, ovvero la musica. Nelle sue tele così, di volta in volta, compaiono strumenti musicali o singolari musicisti in abito di scena, tutti concentrati nella loro esecuzione. Il palco qual è? Naturalmente le vedute paesaggistiche e i suoi borghi, questa volta accompagnati dalle note musicali.

I ritratti e l’universo femminile

Per Patrizio Oca la Terra è madre dell’Universo e la Donna è madre dell’Umanità. La figura femminile e la natura non sono altro che due facce della stessa medaglia, dello stesso racconto pittorico. Il corpo femminile rispecchia la bellezza e l’armonia della natura: le forme, la sinuosità delle curve, i segni, si possono verosimilmente ritrovare negli stessi paesaggi e nell’ambiente naturale. Patrizio Oca è un eccellente ritrattista, e non è solo in grado di cogliere con minuzia la somiglianza dei tratti somatici, ma anche le peculiarità psicologiche delle persone raffigurate, restituendo così il giusto spessore ad un racconto vestito di estetica ma anche delle personalità dei protagonisti.

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