Dettagli
| Username | claudia450 |
| Nome | Claudia |
| Cognome | Amadesi |
| Categoria | Pittura |
Biografia artista
| Biografia artista | Claudia Amadesi nasce a Erba, in provincia di Como. Dopo il diploma presso l’Istituto Statale d’Arte di Cantù nella sezione di decorazione pittorica, prosegue la propria formazione specializzandosi in comunicazione visiva a Milano. Fin dagli inizi sviluppa una ricerca personale orientata alla sperimentazione di tecniche grafiche e compositive. Nelle opere di Claudia Amadesi, la materia si anima attraverso il dialogo tra luce e colore, generando ritmi e profondità che sfidano la percezione. Dalla forza evocativa della serie ZIP, dove la cerniera è un confine sensibile, alla reinterpretazione degli archetipi nella serie Rose, ogni creazione è un invito a guardare oltre la superficie, scoprendo l’anima intrinseca dell’arte astratta.Le sue opere sono presenti in collezioni private in Canada, Stati Uniti (Austin, Chicago, New York e Villanova), Svizzera, Germania, Olanda, Francia, Belgio, Lussemburgo e Italia. Nel corso del suo percorso ha inoltre partecipato a fiere e concorsi ottenendo numerosi riconoscimenti.Il lavoro di Claudia Amadesi si distingue per una forte dimensione materica: la superficie pittorica viene incisa, modellata e trasformata, fino a diventare un campo di tensione tra luce e materia. I segni e i solchi che attraversano l’opera assumono il valore di tracce e memorie, metafore delle stratificazioni dell’esperienza umana.Le composizioni, accompagnate da una tavolozza che oscilla tra toni delicati e accensioni cromatiche più intense, evocano un dialogo costante tra la dimensione naturale e quella interiore. La materia, nelle mani dell’artista, diventa viva e dinamica nello spazio, generando vibrazioni luminose e profondità visive che invitano l’osservatore a una riflessione sensibile tra visibile e invisibile. |
Curriculum artista
| Curriculum artista | Artista materica “Vivere è sperimentare – non restare immobili a meditare sul senso della vita”. Un respiro chiamato Arte. La mia passione per la pittura e il disegno è iniziata prestissimo, qualcosa d’irrinunciabile, motivo di selvaggia liberazione. Nelle mie opere gli oggetti e le figure vengono colpiti dalla luce e rielaborati, destrutturati fino a farli divenire una forma astratta. Dopo anni di studi, rielaborazioni e una profonda riflessione sono passata dall’astratto-figurativo all’astratto-informale. “I solchi” o fenditure che sono diventati il mio elemento distintivo. Il mio lavoro indaga la superficie pittorica come spazio di soglia, dove la materia si apre e lascia emergere una dimensione interna. La fenditura è un punto di accesso: una tensione tra ciò che appare e ciò che resta trattenuto. Il segno armonico esprime sentimenti, sensazioni e interiorità. Nelle mie ultime opere minimaliste su fondo bianco, ho raggiunto un nuovo equilibrio fra composizione e materia verso la purezza, con atmosfere eteree che riecheggiano il segno grafico. |
Mostre realizzate
| Mostre realizzate | PERSONALI1996 – Esposizione Villa Beauharnais – Pusiano2003 – Mostra personale Hotel De Prati – Ferrara2004 – Mostra Personale “Alchimie e Segreti” – Comune di Valmadrera2004 – Esposizione personale “Il Volo” – Milano2004 – Esposizione personale Arte Immagini – Cremona2005 – Mostra personale “Art Factory”- Milano2005 – Scenografia “Flamenco” – Il corpo nella mente – Villa Sirtori2005 – Esposizione Galleria World Fine Art Gallery – Agosto 2005 – New York2005 – Mostra personale “Fenice Gallery” – Venezia2005 – Mostra personale “Noy” – Milano2006 – Mostra personale – Centro Culturale Orto degli Angeli – Biella2006 – Cammin’Art – Brunate (Como)2007 – Mostra personale – Contatto d’Arte – Zanica – Bergamo2014 – Mostra personale – Ram – Civate2022 – Il segno armonico – Solis Wine Art Gallery – Brescia2023 – Geometrie – White Collection – Adro – Palazzo Bargnani Dandolo2023 – I quattro elementi – Spazio Quadridimensionale – Desio2023 – Nello scrigno della Natura – Bistrot del Gatto Rosso – Piazza Filippo Meda – Milano”2023 – White Collection – Storico show-room Crimella Arredamenti – Valmadrera2024 – Informale – Storico show-room Crimella Arredamenti – Lecco PREMI1992 – 3° premio Nova Comum (Como) astratto-informale1997 – 1° premio Chromocard (grafica)1998 – 1° premio concorso manifestazione Eurofolk.1999 – 1° premio per la creazione logo per il Comune di Erba2000 – 1° premio per la creazione logo 50° AVIS2002 – 6° premio concorso Artech 2002 – Danza tecnologica2004 – Concorso Elexpo calendario artisti – Jazz in blu-mese di marzo 20052004 – 1° Premio MDA Rassegna Week-end – Milano2005 – Premio Hotel Principe di Savoia – Milano -Forme e magie d’autunno2006 – 2° premio concorso – Il letto di Giulietta – Verona2006 – Finalista Premio Seetal 2006 – Svizzera tedesca2006 – Finalista web art – Albero Celeste- S. Gimignano – Intrappolato nel Muro2006 – Finalista Segni ’06 – Torino2009 – Premio della Giuria Artisti in Emersione – Grand Hotel Portovenere2009 – 5° premio della Giuria – Archigallery Milano – Arte e Benessere2010 – Finalista premiata concorso Logo XXI secolo – Genova2023 – 3° premio concorso Geografie – Circuiti Dinamici – Milano2024 – 3° premio concorso Identità – Circuiti Dinamici – Milano FIERE1991 – Stand personale – Lariofiere – Erba2002 – Esposizione internazionale presso il Castello Estense di Ferrara2003 – Rappresentanza italiana Biennale d’Arte Contemporanea – Firenze2008 – RistoExpo – Esposizione personale – Lariofiere – Erba2009 – Proponendo – Expò Arte – Forte dei Marmi2015 – Spazio personale Scomparti – Lariofiere – Erba2024 – ArtePadova2025 – Feria de Arte Contemporanea – Girona – Museo Scalvini – Desio ALCUNE COLLETTIVE2006 – Collettiva –Mani e piedi in vetrina – Milano2006 – Collettiva Primaveradonna – Biella2006 – Collettiva Galleria Petrarte – Marina di Pietrasanta (Lucca)2007 – Collettiva – La Luce – Villa Imbonati – Cavallasca (Co)2007 – Esposizione Sala Museale del Baraccano – S.Stefano – Bologna2008 – Collettiva Colori nel Parco – Parco di Monza2008 – Collettiva FormArt – Galleria Zamenhof – Milano2008 – Collettiva – Dai una mano per dare una mano Cernobbio (Co) Asta delle mani donate – Milano2009 – La bicicletta Incantata – Museo dei Campionissimi – Novi Ligure2009 – Arte e Benessere – Archigallery – Milano2021 – Festival DeSidera – Tivarnella Art – Camera Volans II – Trieste2023 – Fuorisalone 23 – MA-EC Gallery – Milanoe Art Week – MA-EC Gallery – Milano2023 – Presenze contemporanee – Museo Pam – Parete2023 – 100 Artisti a Palazzo Fani – Tuscania2024 – Visioni – Villa Bonin Maistrello – Vicenza2024 – Il mare dentro – Palazzo Stella – Genova2025 – Human Rights? Bard 20252025 – Aquars – Galleria Ikonica – Milano2025 – Restart – Fondazione Mazzoleni – Alzano Lombardo2026 – Panchina rossa, panchina nera – Museo Scalvini – Desio2026 – Dal silenzio alla voce – Tracce di donne – Sofi Gallery – Bergamo2026 – Visioni di donna – Museo MIIT – Torino |
Critiche all'artista
| Critiche artista | Testo critico di Eunoia Curators L’arte di Claudia Amadesi, una contemporanea Artista italiana, non è mera espressione estetica, ma un mezzo di liberazione profondamente personale, un viaggio interiore che si proietta verso l’esterno con intensità e vigore. Le sue creazioni si distinguono per la loro capacità di giocare con la luce, modificare la materia e usarla come strumento per decostruire e rielaborare la realtà, trasportando l’osservatore in una dimensione spirituale. I confini con la realtà diventano sfumati, permettendo di intravedere in ogni opera il frutto dell’impulso viscerale e la grinta interiore che caratterizzano il lavoro di Claudia Amadesi verso la ricerca artistica. In effetti, la sua carriera ha visto un’evoluzione significativa e dopo anni di studio e sperimentazione, il suo interesse si è spostato verso l’astratto-informale. Questo cambiamento ha permesso di esplorare nuove dimensioni espressive attraverso la tecnica del “groove”, che caratterizza il lavoro di oggi.
Testo critico di Marta Lock Le sue composizioni, accompagnate da una tavolozza di colori che spazia dai toni pastello a quelli più intensi colori, sembrano evocare il contrasto tra la maestosità della Natura e la complessità dell’essere umano. La linea di Claudia Amadesi è un racconto di emozioni e sensazioni, un viaggio nel profondo dell’anima. Questi solchi ora sembrano diventare una metafora del cicatrici di vita, tracce tangibili di viaggi interiori che prendono forma davanti ai nostri occhi. La materia, dentro le sue mani, diventa dinamica, prende vita nello spazio, creando giochi di luci e ombre che amplificano l’esperienza visiva e ci invita a un dialogo profondo tra il visibile e l’invisibile, tra emozione e materia. L’artista lombarda Claudia Amadesi struttura il suo stile esattamente in una linea di unione tra varie esperienze artistiche del secolo scorso, a cui infonde tuttavia un suo intento creativo completamente diverso, o forse sarebbe meglio dire assolutamente nuovo poiché in lei si unisce la sperimentazione analitica e preparatoria della materia che diviene base delle sue opere, alla necessità di infondere a ogni lavoro quel pensiero, quell’approfondimento concettuale non più distaccato dall’emozione bensì parte integrante di essa, come se in qualche modo non le fosse possibile lasciar prevalere l’uno a discapito dell’altra. Pertanto lo studio che precede l’apporto cromatico presuppone un lavoro di ricerca su quali possano essere gli elementi più funzionali a permettere poi alla sua parte interiore di andare ad agire, coloristicamente, sulle superfici che danno stabilità alle riflessioni di cui desidera raccontare. Diplomata in Decorazione Pittorica presso l’Istituto d’Arte di Cantù, Claudia Amadesi prosegue gli studi in Comunicazione Visiva a Milano dove scopre l’attitudine a un percorso individuale in cui potesse emergere la sua natura eclettica nei confronti dell’utilizzo di una materia da cui si sente affascinata al punto da non poter rinunciare a essa; il linguaggio dunque è un bilanciamento tra necessità di affidarsi al colore dal punto di vista emozionale ma al contempo di aggrapparsi alla concretezza e alla ruvidità con cui prepara i fondi, di volta in volta scegliendo materiali differenti. Ciò che emerge in maniera immediata nelle sue opere è l’effetto della rifrazione della luce, quell’alternarsi tra luce e ombra generata dai rilievi materici che sottolinea le infinite sfaccettature dell’esistenza, le molteplici possibilità interpretative di ciò che accade a un essere umano e l’esortazione implicita a saper cogliere le sfumature da cui si determinano le scelte, le prese di coscienza e la consapevolezza della relatività della vita. Dalle sue opere emerge un ulteriore strato di pensiero, quello più filosofico e universale che associa i solchi e i rilievi a tutto quell’universo interiore e umano da cui si costruisce giorno dopo giorno il percorso intrapreso, quell’esperienza a seguito della quale tutto assume una consistenza e una struttura differente rispetto all’attimo precedente eppure essenziale per mettere in luce l’attitudine, i desideri, i sogni e le aspettative dell’individuo che deve vivere le cadute e i momenti più bui solo come parte del cammino evolutivo, come pause a seguito delle quali ha origine la crescita personale. Claudia Amadesi riflette sull’anima e sui suoi più veri colori, nell’opera Soul infatti si evidenziano le linee, le striature di quella dimensione interiore dove nascono le sensazioni e dove vengono immagazzinate per costituire lo scrigno emotivo in cui vengono conservate. La base bianca e nera costituisce la neutralità degli accadimenti che si trasformano sulla base di come vengono ricevuti e assorbiti da ciascuno e successivamente trasformati in sentimenti che continuano a ruotare e a sovrapporsi come echi incisi sulla memoria del cuore. I vari colori rappresentano qui la molteplicità di ciò che accade nell’animo e il loro coesistere quasi non fosse possibile la presenza di un’emozione senza il suo contrario. Le opere della serie Zip sottolineano l’attitudine dell’uomo contemporaneo a chiudersi in se stesso, a vivere in un isolamento emotivo che solo apparentemente lo protegge dall’esterno ma che spesso va ad acutizzare una profonda solitudine o la paura di mettersi in gioco abbassando le difese pur riuscendo a mostrare il proprio autentico sé. Infatti mentre la tela Urban zip è ermeticamente chiusa, rafforzata dalla presenza di un filo rosso quasi a voler sigillare la scelta di non esporsi, il lavoro Unzip mostra un’altra opzione, quella di non abbandonare completamente lo scudo protettivo dentro cui l’individuo custodisce l’essenza più morbida e fragile ma di scegliere di fidarsi solo davanti a chi saprà capire i suoi motivi, a chi dimostrerà di essere interessato a non lasciarsi fermare o intimorire da un’armatura che in realtà nasconde tutt’altro che durezza. In entrambe le opere i denti delle chiusure lampo sono materici e l’attenzione dell’osservatore si focalizza sulla loro preponderanza esaltata da sfondi monocromatici, più cupo e immobilizzante quello della prima, più luminoso, tenue e dunque possibilista quello della seconda, come a lasciar intendere quanto tutto sia subordinato alla scelta personale piuttosto che ai pericoli che si crede arrivino dall’esterno; mantenere chiusa la propria anima a seguito di circostanze ed eventi precedenti equivale a credere che la storia possa ripetersi sempre in maniera identica senza prenderne in considerazione l’insegnamento evolutivo. Nelle tele della serie Rose al contrario, Claudia Amadesi sottolinea l’interconnessione che esiste tra gli individui, quell’essere gli uni vicini agli altri a dispetto dell’individualismo che sembra dover predominare nella società contemporanea; le rose simboleggiano la rinascita della forza ma anche la provvisorietà dell’esistenza ed è proprio per questo che va vissuta intensamente trovando nell’altro, e di conseguenza dandogli, solidarietà, sostegno e supporto, in sostanza è molto meglio essere una comunità piuttosto che un crocevia di persone che dimenticano di guardarsi negli occhi. |
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