Stefano Tieni

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Stefano Tieni è nato a Verona nel febbraio del 1977. Ora vive a Venezia, città che ha dato un forte impulso alla sua fotografia, offrendo luoghi e spunti nuovi ed affascinanti. Ho iniziato quando ero solo un bambino. Mio padre possedeva un paio di Polaroid. Ricordo che uscivo spesso nel nostro giardino per scattare  foto di fiori e piante. Sono sempre stato ansioso di vedere i risultati di ogni cosa che faccio e al tempo usare quel tipo di macchina era, ovviamente, l’unico modo per avere un feedback immediato.
Mi mancano quelle Polaroid. Una grande invenzione.
Quando ero un adolescente osservavo con stupore e meraviglia le immagini di Helmut Newton.
Avevo forse 13 o 14 anni, ma la mia visione non è mai stata focalizzata solamente sui corpi e la nudità. Era la sensazione generale che mi trasmettevano e quella sorta di mistero, che mi colpivano, anche se ancora non sapevo del tutto spiegarmi cosa mi affascinasse.
Richard Kern per me è un altro artista ispiratore, perché è in grado di essere così trasgressivo, senza essere volgare ed il suo stile è molto semplice, erotico e pulito.

Stefani Tieni

Spero di non fermarmi mai  su uno stile a senso unico, ma penso che, almeno attualmente il mio stile sia incentrato principalmente e molto semplicemente su  un mix di donna e natura, oltre che su strane idee con coltelli e immagini dark di ragazze con lacrime nere sul loro volto ed un cuore nero nelle mani, come nel mio progetto di fotografia e bodypainting ‘Heart in a cage‘ (cuore in gabbia).
In fondo… amo le bellezze tristi e misteriose.

Diciamo che mi piace mostrare la nudità come qualcosa di assolutamente normale e naturale.
Anche se raramente fotografo degli uomini , soprattutto le donne, sono per me gli esseri più belli dell’universo. Parlo di bellezza assoluta. Pura estetica. Amo le loro forme come amo le foglie degli alberi o le onde del mare. Natura allo stato puro. Niente di più.

Io ho sempre un sacco di idee e progetti. Come dicevo prima , collaboro con un’artista , una painter , con cui realizzo dei bodypainting su temi ben precisi e da cui traggo poi dei servizi fotografici. E’ una cosa che mi piace molto perché dipingere il corpo  mi permette di creare immagini forti e raccontare soprattutto delle storie, attraverso gli scatti.
Inoltre sto sviluppando un mio progetto personale chiamato ‘Rebirth‘ (rinascita),  in cui le modelle posano per dei nudi artistici in posizione fetale. Le pose sono molto simili tra loro, ma cambiano i luoghi. Il riferimento è la rinascita della donna in una chiave totalmente naturale, di abbandono di ciò che è artificioso ed artificiale. Alcune modelle hanno posato sull’asfalto di una strada, su un campo di grano abbracciate ad un contrabbasso appoggiato sulla terra.
Vorrei sviluppare questo idea fotografando ovunque sia possibile… e forse, a dire il vero, anche dove non lo è.

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